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La Tradizione della Contrada del Brodo a Gallarate tra Storia e Devozione

A metà luglio la città di Gallarate si avvolge in un profumo inconfondibile e quasi anacronistico per la stagione estiva. Si rinnova infatti la storica festa della Contrada del Brodo, un evento che intreccia la devozione per la Madonna del Carmine alle profonde radici popolari e operaie del territorio.

Il fulcro della celebrazione si snoda tra via San Giovanni Bosco e i vicoli del suggestivo Canton Sordo, un tempo l’area più umile del borgo racchiuso entro le antiche mura. In questo reticolo di strade, tra l’Ottocento e il primo Novecento, le maestranze dei poli manifatturieri sorti lungo il fiume Arno attendevano il proprio turno per ricevere una scodella di brodo caldo. Questa pietanza nutriente rappresentava spesso l’unico vero pasto dell’intera giornata lavorativa, acquistato per pochi centesimi. Tale usanza solidale, riportata in vita nell’estate del 1948 durante il primo Palio cittadino, è divenuta un appuntamento irrinunciabile per la collettività.

Il Cuore della Domenica e le Istituzioni

Il culmine delle celebrazioni si è svolto la domenica mattina. Al termine della Messa solenne in Basilica, cittadini, residenti storici e visitatori si sono ritrovati nel cuore del rione per la benedizione e la consueta distribuzione della bevanda fumante. Un rito genuino, organizzato con dedizione dai volontari e dalla Pro Loco di Gallarate, in grado di superare le alte temperature in nome di un forte legame identitario. Ad accogliere la folla sono intervenuti la presidente della Pro Loco, Concetta Masiello, e il coordinatore dell’ufficio di presidenza, Martino Pidone.

L’edizione di quest’anno è stata impreziosita dalla presenza del Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello. Accompagnato dal sindaco Andrea Cassani e dal prevosto Riccardo Festa, il Prefetto ha espresso la propria emozione nel ritrovare un’atmosfera profondamente familiare. Originario della Basilicata, ha ricordato le imponenti celebrazioni dedicate alla Madonna del Carmine nella sua terra, culminanti con la processione fino al santuario di Avigliano. A Gallarate, sotto lo sguardo della Vergine custodita in una nicchia del centro storico, si è ricreato un ponte invisibile fatto di fede e memoria. Le autorità hanno poi rivolto parole di sincera gratitudine ai volontari, ai contradaioli e alle associazioni d’arma in congedo, in particolare agli Alpini e ai rappresentanti di Marina e Aeronautica, per l’impegno profuso con costanza.

Verso la Festa Patronale

La solenne processione serale, scandita dai brani della banda musicale, chiude le attività della Contrada, aprendo al contempo la strada ai prossimi appuntamenti civici. I festeggiamenti mariani fungono da preludio alla celebrazione del patrono cittadino, San Cristoforo, prevista per il 25 luglio con la tradizionale offerta dei ceri in Basilica e la benedizione degli automobilisti.

Gallarate omaggia in questo modo uno dei suoi quartieri più autentici, rinnovando un sentimento di solidarietà intramontabile capace di unire un’intera comunità attorno al calore di una tradizione radicata e condivisa.

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