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Benvenuti nel quartiere di Madonna in Campagna

Gallarate - Santuario Madonna in campagna

La parrocchia di Madonna in Campagna è sorta nel 1941 ed situata a Gallarate in provincia di Varese.

L’area, un tempo rurale e sede di cascine agricole, ha subito notevoli cambiamenti, legati allo sviluppo della città. Nel quartiere la popolazione residente supera le 5.000 unità ed è in continuo aumento per la progressiva edificazione di complessi abitativi, anche per l’impulso dovuto alla vicinanza dell’aeroporto internazionale della Malpensa. La parrocchia di Madonna in Campagna fa parte del Decanato di Gallarate nell’area di rito ambrosiano della Diocesi di Milano.

TEATRO NUOVO MADONNA IN CAMPAGNA

Il Santuario dedicato alla Presentazione di Maria Vergine al Tempio ha compiuto nel 2002 ben 400 anni di vita.

Nel 1600 Gallarate era un borgo di 2500 anime, capoluogo d’una pieve antica per storia e notevole per vastità.
La strada del Sempione la collegava a Milano: una via stretta, tortuosa, mal tenuta e poco sicura dagli assalti dei malandrini, come del resto tutte le strade del Ducato di Milano, al tempo della dominazione spagnola.

Lungo questa antica strada, ad un chilometro fuori porta Milano, sorgeva un’antica cappelletta dedicata alla Vergine che tanta importanza avrà nella futura storia di Madonna in Campagna, il rione che nascerà ai primi del ‘900 proprio lì attorno.

Chiamata popolarmente il “gesiolo”, essa era spesso meta d’una spontanea devozione dei borghigiani e della gente contadina che viveva nei cascinali d’intorno, sparsi tra campi e vigneti: alla parete di fondo della cappelletta era addossato un altare sopra il quale si trovava l’affresco di una Vergine che allattava il piccolo Gesù.

La devozione al gesiolo non aveva mai avuto nulla di straordinario; rientrava in quella devozione mariana popolare che ha fatto sorgere tante ingenue immagini ai crocicchi delle strade, su facciate patrizie e modeste ringhiere.

Fu solo nell’anno 1601 che il pellegrinaggio degli abitanti del luogo si intensificò in seguito al diffondersi della convinzione che proprio lì la Vergine fosse stata particolarmente elargitrice di grazie. Lo spontaneo concorso aumentò ancor più il 21 novembre, festa della Presentazione di Maria al Tempio: i gallaratesi, presi da entusiastico fervore, decisero di costruire, al posto dell’antica cappella, un più grande tempio in onore della Vergine.
La sera del 19 dicembre del 1602 venne posta con solennità la prima pietra del futuro Santuario.

Nell’anno 1630 una grave epidemia di peste, dopo aver infierito a Milano, mieteva numerose vittime a Gallarate e nei dintorni. I borghigiani fecero voto, se liberati dal flagello, di celebrare con un solenne pellegrinaggio la ricorrenza del 21 novembre; ad essi si unirono nel voto gli abitanti di Verghera e di Buscate.

L’anno successivo, in novembre, il morbo scomparve. Nasceva la festa votiva della Presentazione, la “Rama di Pomm” , celebrata ancora oggi con gran concorso di popolo e con l’offerta della cera al Santuario da parte delle autorità civiche.

Cornice della festa sono diverse manifestazioni folcloristiche e culturali; tra queste il Palio tra le quattro contrade del rione. Tradizione antica, donde la festa ha tratto il suo appellativo popolare, è quella di vendere sul sagrato del Santuario le mele, “i pomm”, infilzate nei rami spinosi di Gladiztia, o albero di Giuda.

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