Benvenuti nel quartiere di Arnate

Arnate, conosciuta nel vernacolo varesino come Arnáa, è una frazione storica del comune di Gallarate, situata nella porzione meridionale della città. Il suo nome trae origine dal fiume Arno, che ne attraversa il territorio.
Questo insediamento, di origini antiche, ha visto i suoi albori come possibile dominio di una famiglia longobarda. Durante il Medioevo, Arnate si trovava sotto la giurisdizione del feudo di Gallarate. Nel 1530, il duca Francesco II Sforza lo donò al cardinale Marino Caracciolo, mentre nel 1564, il feudo passò in scambio al regno di Napoli, in cambio di quello di Atripalda.
Con la scomparsa di Giacomo Pallavicino Basadonna, senza eredi, re Filippo II di Spagna trasferì nel 1578 la proprietà a Giacomo Annibale Altemps. Nel 1656, i marchesi Teobaldo e Galeazzo Visconti di Cislago acquisirono il feudo, seguendo poi i Castelbarco Visconti nel 1716, i quali mantenero il possesso fino alla decadenza del feudalesimo. Arnate era tenuta a versare un tributo annuale di 8 lire al signore feudale di Gallarate, senza mai beneficiare di un riscatto. Sottoposta alla giurisdizione del regio vicario del Seprio, la frazione non disponeva di un proprio consiglio locale ma partecipava a un’assemblea generale con un giudice e due sindaci selezionati attraverso un’asta pubblica. Ogni biennio avveniva il rinnovo della carica sindacale.
Nel 1786, Arnate contribuì alla fondazione della prima Provincia di Gallarate, successivamente rinominata Provincia di Varese, sebbene questa esperienza istituzionale si esaurisse dopo soli cinque anni. Alla formazione del Regno d’Italia nel 1805, la comunità contava 375 abitanti. Seguendo gli ordini di Napoleone, nel 1809 la frazione venne unita a Cardano, prima di essere definitivamente aggregata a Gallarate nel 1811. Con la restaurazione austriaca, la popolazione di Arnate toccò i 723 abitanti nel 1853, per aumentare a 758 nel 1861. Infine, nel 1869, il Regio Decreto del 24 febbraio, n. 4922, firmato da re Vittorio Emanuele II, sancì l’unione definitiva con Gallarate, segnando la chiusura di un capitolo significativo nella storia della frazione.



CHIESA DELLA MADONNA DELLA NEVE
Eretta nel 1978, la Chiesa della Madonna della Neve si presenta con una pianta triangolare irregolare, frutto di un’architettura moderna. Realizzata in cemento armato e priva di campanile, la struttura possiede un’ampia aula interna con un’articolazione esagonale allungata e una copertura che converge verso il suo cuore. La facciata, con il suo andamento a capanna irregolare, è protetta da un profondo protiro, conferendole un’immediata suggestione visiva. Rivestita con mattoni a vista, culmina in una grande croce che si erge maestosa sulla sommità.
L’interno, caratterizzato da sobrietà e modernità, riflette un’armonia geometrica data dal disegno delle pareti e dai giochi di luce che filtrano attraverso le aperture. Sulla parete di fondo troneggia un imponente Cristo Risorto, mentre ai lati dell’altare trovano posto un antico affresco della Madonna della Neve e un vivace dipinto dedicato alla Resurrezione. Questo ambiente sacro invita alla contemplazione e alla riflessione, aggregando passato e presente in un dialogo senza tempo.