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Addio a Rosita Missoni

ROSITA MISSONI

Rosita Missoni è venuta a mancare oggi, 2 gennaio 2024, all’età di 93 anni. Questo ritratto, celebra il legame profondo di Rosita con il territorio di Gallarate, dove la sua storia di creatività e passione ha radici ben piantate.

Il suo esordio sulle passerelle, nel 1967 al Palazzo Pitti, segnò una svolta nel mondo della moda: l’audace decisione di rimuovere i reggiseni color carne dalle sue sfilate catturò l’attenzione e la provocazione, dando inizio a una nuova era nel pret-à-porter. È in questo contesto che emerge la visione innovativa di Rosita, che, fin dai suoi esordi, ha cercato di rompere le convenzioni stilistiche dell’epoca.

Nata nel 1930 a Golasecca, un comune a pochi passi da Gallarate, il suo legame con il territorio è profondo. Qui, nel cuore della tradizione tessile lombarda, Rosita ha saputo trasformare la sua passione in un’impresa che ha rivoluzionato il mondo della maglieria. La storia d’amore con Ottavio Missoni, iniziata nel 1948 a Londra e coronata da un matrimonio nel 1953, ha segnato l’inizio di un’avventura imprenditoriale che ha trovato la sua dimora a Gallarate. In questo angolo d’Italia, hanno avviato un piccolo laboratorio di maglieria, creando un marchio noto in tutto il mondo per i suoi colori vivaci e le forme uniche.

La creatività di Rosita, abbinata all’abilità di Ottavio, ha dato vita a capi iconici che hanno fatto il giro del globo, portando il nome di Gallarate sul palcoscenico della moda internazionale. Con il coraggio di sperimentare, hanno introdotto innovazioni stilistiche che, partite dalle macchine da maglieria del loro laboratorio, hanno conquistato il pubblico e la critica.

Anche quando il marchio ha raggiunto il successo, Rosita non ha mai dimenticato l’importanza delle proprie radici. Ancora oggi, tanti nella comunità di Gallarate ricordano la sua figura elegante e gentile, la cui presenza è stata sinonimo di un’epoca d’oro per la moda, ma anche di un forte legame con la famiglia e il territorio.

Fiera della sua casa immersa nel verde tra i colli del Varesotto, costruita vicino all’azienda di Sumirago, Rosita ha continuato a rappresentare un punto di riferimento non solo per la sua famiglia, ma anche per i collaboratori che hanno sempre trovato in lei un’ispirazione. Ogni mattina, fino a quando la salute glielo ha permesso, ha girato tra le macchine e i tessuti, curando con passione il mondo che aveva contribuito a creare, simbolo di un’artigianalità trasformata in arte.

Nel 1997, quando passò le redini dell’azienda ad Angela, non pensava di ritirarsi. Al contrario, si è reinventata, continuando a lavorare per dare nuova vita alle collezioni per la casa, mantenendo sempre vivo il suo amore per il colore. La sua mentalità aperta e innovativa ha lasciato un segno indelebile non solo nel settore della moda, ma anche sulla comunità che l’ha vista crescere e prosperare.

Rosita Missoni non era solo un’icona della moda, ma una madre, una nonna e una donna che ha saputo coniugare arte e familiare, rigorosamente ancorata al suo territorio. Oggi, ricordiamo la sua eredità, una storia che affonda le radici a Gallarate, brillando di colori e di vita, come le sue celebri maglie.

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