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San Biagio di Cittiglio: La Memoria di Pietra di un Antico Castrum

Un incontro imperdibile con la Storia, la Scienza e l’Architettura
Nelle terre dove il tempo ha tessuto strati di storia, sorge la chiesa di San Biagio, un’antica sentinella di pietra eretta sulle fondamenta di quello che fu l’imponente castrum di Cittiglio. Le prime tracce di questa sacra architettura affondano le radici nel tessuto del secolo XI, quando le vicende umane e spirituali iniziarono a scolpirsi nella roccia.
Questo edificio non è solo un monumento: è una cronaca silente, un palinsesto che reca incise le trasformazioni di interventi strutturali secolari, un vero e proprio campo di indagine multidisciplinare.
Il Viaggio nel Cuore del Mistero
L’incontro di questa sera si addentrerà nei quattro pilastri della conoscenza che hanno disvelato l’anima di San Biagio:
- Storia di un Edificio Religioso: La cronaca millenaria della chiesa, intrecciata con la comunità che l’ha custodita e le vicissitudini che l’hanno portata al suo aspetto attuale.
- Il Recupero Architettonico: La titanica opera di salvaguardia che ha sottratto la struttura all’oblio, un intervento meticoloso volto a preservare l’integrità e la testimonianza della pietra antica.
- Lo Scavo Archeologico: Il rigoroso lavoro sul campo che, negli anni Duemila, ha riportato alla luce strati di storia e segreti sepolti nel sottosuolo dell’antico castrum.
- Lo Studio Antropologico: L’intrigante analisi scientifica condotta sui resti umani ritrovati, un ponte verso le vite e le consuetudini di coloro che un tempo abitarono questi luoghi sacri, affidata all’acume dell’Università dell’Insubria.
I Custodi della Riscoperta
Tale epica opera di salvaguardia e rivelazione ha trovato i suoi custodi nell’Associazione Amici di San Biagio. Dal lontano 1992, l’associazione si è dedicata con inesauribile passione al recupero e alla rinascita dell’edificio, promuovendo gli scavi e lo studio scientifico.
A guidare i partecipanti attraverso questo racconto saranno le voci autorevoli di chi ha partecipato in prima linea alla riscoperta:
- Ing. Antonio Cellina
- Dott.ssa Chiara Tesi (Antropologa, Università dell’Insubria)
- Dott.ssa Monica Rita Motto (Archeologa)